Basi e cifrari
Cinque strumenti che mostrano i passaggi, non solo il risultato: come si cambia base a un numero, come si somma in binario, come funzionano i cifrari che si rompono a mano, e perché il Base64 non nasconde niente a nessuno.
Cambi di base
Inserisci un numero e scegli il tipo di conversione: da base 10 verso un'altra base oppure da una base (2–8 o 16) a base 10.
La base non cambia il numero, cambia solo come lo si scrive: 255, 11111111 e FF sono la stessa quantità. Il binario esiste perché un filo sa fare due cose sole, acceso o spento. L'esadecimale esiste perché una sua cifra vale esattamente quattro bit: per questo i colori del web e gli indirizzi di rete si scrivono così, due cifre per ogni byte.
Da base 10 verso la base scelta. Dalla base scelta verso base 10.
Per la base 16 puoi usare le lettere A–F (maiuz. o min.).
Se sei in modalità 10 → b, questa è la base di arrivo. In modalità b → 10, è la base di partenza.
Risultato
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Operazioni in binario
Inserisci due numeri in base 2 (solo 0 e 1) e scegli se fare la somma, la sottrazione o la moltiplicazione.
Sono le stesse regole delle elementari, con due sole cifre: l'unica novità è che 1 + 1 fa 10, cioè zero col riporto. È letteralmente quello che fa il processore, e la moltiplicazione non è altro che una somma di spostamenti. La sottrazione, dentro una macchina vera, non esiste nemmeno: si somma il complemento a due del secondo numero.
Usa solo le cifre 0 e 1.
Risultato
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Cifrari classici
Scegli il metodo e se vuoi cifrare o decifrare, poi inserisci il testo nel formato richiesto.
Sono cifrari didattici: servono a vedere il meccanismo, non a proteggere niente. Cesare ha 25 chiavi possibili e si rompe provandole tutte in un minuto. Per vedere come funziona la crittografia che si usa davvero — chiave pubblica, uomo in mezzo, firma digitale — c'è Il simulatore di crittografia.
Shift classico: 3. Valori possibili da 0 a 25.
Cifrario di Cesare — Crittografa: inserisci un testo alfabetico (spazi e punteggiatura vengono mantenuti).
Output
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RSA, versione didattica
Scegli due numeri primi piccoli per generare le chiavi RSA, poi cifra o decifra un testo alfabetico. Le lettere A–Z vengono convertite in numeri 0–25.
Il punto è tutto qui: n lo vedono tutti, p e q no. Da p e q si ricava la chiave privata in un attimo; da n soltanto, bisognerebbe rifare la scomposizione. Con i primi di questa card la fai a mente, ed è per questo che serve solo a capire il meccanismo: l'RSA vero usa gli stessi identici passaggi con numeri da seicento cifre, dove scomporre non riesce a nessuno. Per vederlo funzionare fra due persone — con l'uomo in mezzo e la firma — c'è Il simulatore di crittografia.
Usa primi piccoli (es. 11, 13, 17, 19, 23...). Oppure clicca “Genera primi casuali”.
Il sistema propone automaticamente 1–3 valori possibili di e, già coprimi con φ(n).
Chiavi generate
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I caratteri non alfabetici vengono ignorati durante la cifratura.
Risultato RSA
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Base64: codificare non è cifrare
Codifica e decodifica testo in Base64. È una codifica, non una cifratura: serve a rappresentare i dati usando solo caratteri stampabili.
È la confusione più diffusa di tutte. Il Base64 sembra illeggibile, ma non ha nessuna chiave e chiunque lo rigira in un secondo — lo fa il pulsante qui sotto. Non nasconde niente a nessuno: serve a far passare dei byte dove passa solo testo, per esempio un allegato dentro una email.
Modalità Testo → Base64: puoi usare anche caratteri accentati.
Output
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Quello che sta altrove
Alcune cose che uno si aspetterebbe qui hanno una app tutta loro, più completa di una card:
- L'impronta digitale (hash) — MD5, SHA-1 e SHA-256, con l'effetto valanga misurato e una collisione MD5 vera.
- Il simulatore di crittografia — chiave pubblica, uomo in mezzo e firma digitale che può anche fallire.
- Barcode EAN-13 — con l'algoritmo della cifra di controllo.
- Generatore di QR Code.
- Codice Fiscale — generatore e verificatore.
- Geolocalizzazione.