Le trasformazioni di Galileo: x’ = x − V t
Due righelli: uno fermo a terra (il riferimento S) e uno su un carro che si muove a velocità V (il riferimento S’). Un punto in moto ha coordinate diverse sui due righelli, e la differenza è la strada V t fatta dal carro. Le velocità differiscono di V; il tempo è lo stesso per tutti.
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v’ = v − V
Le trasformazioni di Galileo dicono come passare da un riferimento all’altro quando S’ si muove rispetto a S con velocità costante V lungo l’asse x: x’ = x − V t, e il tempo è lo stesso, t’ = t.
Una lunghezza, cioè la distanza fra due punti misurata nello stesso istante, è uguale nei due riferimenti: il V t si cancella nella differenza. Anche le accelerazioni sono uguali, perché V è costante.
Derivando, le velocità si compongono: v’ = v − V. Se il punto va alla stessa velocità del carro, dal carro lo si vede fermo. Un secolo e mezzo fa si scoprì che per la luce non funziona: è da lì che parte la relatività di Einstein.
L’animazione mostra, la spiegazione fa capire
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