La dilatazione dei tempi

Il paradosso dei gemelli: un viaggio verso le stelle

Due gemelli: una parte su un’astronave velocissima verso una stella, inverte la rotta e torna; l’altro resta a casa. Per il gemello a terra l’orologio della viaggiatrice va più piano, e al ritorno lei è più giovane. Il paradosso: anche lei potrebbe dire che è la Terra a muoversi. Ma non è così: è lei a cambiare sistema di riferimento quando inverte la rotta.

Durata del viaggio per chi resta —
Durata per chi viaggia —
Differenza di età al ritorno —
Distanza della stella per chi viaggia —
a terra: T = 2D / v
a bordo: T₀ = T / γ

Con la stella a 4,24 anni-luce (Proxima Centauri) e v = 0,8 c, per il gemello a terra il viaggio dura 10,6 anni. L’orologio di bordo va più piano di un fattore γ = 5/3: per la viaggiatrice passano 6,4 anni, e al ritorno ha 4,2 anni meno del fratello.

Per lei la stella non è a 4,24 anni-luce: la distanza è contratta a D / γ = 2,5 anni-luce, e a 0,8 c la percorre in 3,2 anni all’andata e 3,2 al ritorno. Le due descrizioni sono d’accordo sul risultato: durante il viaggio lei invecchia meno.

La situazione non è simmetrica: il gemello a terra resta sempre nello stesso sistema inerziale, la viaggiatrice no, perché inverte la rotta (qui istantaneamente, per semplicità). L’effetto è stato misurato con orologi atomici portati in aereo e con le particelle che girano negli acceleratori.

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